EVENTO
Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
Requiem per le Genti del Mediterraneo
Il 21 Giugno 2025, alle ore 21, nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, si terrà finalmente l’evento “ Requiem per le Genti del Mediterraneo”.
In prima nazionale, il Coro e l’Orchestra “ Genti del Mediterraneo” eseguiranno la composizione “ Genti del Mediterraneo”, partitura musicale, scritta dal M° P. Caraba, su testo del poeta A. Ottobre, in memoria delle vittime migranti, dei sommersi scomparsi nel Mediterraneo, e di tutte le vittime delle migrazioni.
L’Associzione Promotrice ARPI ha sostenuto il progetto artistico/culturale ideato dalla prof.ssa Rita Inglese ( Membro del Direttivo ARPI).
L’evento ha il Gratuito Patrocinio di:
Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – UNHCR
FOCSIV - Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario
CASA DELLO SPIRITO E DELLE ARTI
JRS - Servizio Gesuiti per i Rifugiati nel mondo
CARITAS INTERNATIONALIS
DIRITTI AL CUORE
Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII “Rò La Formichina”
Municipio II del Comune di Roma
Parrocchia San Giovanni XXIII
L’evento vedrà la partecipazione di:
Coro Entropie Armoniche ( M° Claudia Gili)
Coro Voxel ( M° Filippo Stefanelli)
Coro Città di Bastia ( M° Piero Caraba)
Violino Solista: Misia Iannoni Sebastianini
Percussioni: Francesco Magarò
Orchestra “ Genti del Mediterraneo”
Presenterà Cecilia Rinaldini, RadioRai
Ringraziamo il Parroco di Santa Croce in Gerusalemme, don Alessandro Pugiotto, per la generosa accoglienza nella sua Basilica.
Vi attendiamo.
IL PROGETTO
L’idea del progetto di un Requiem per le Genti del Mediterraneo si fa strada nei mesi di febbraio e marzo 2015, davanti allo sgomento generatosi per le centinaia di vittime morte nel Mediterraneo, corpi accatastati uno sull’altro. Di fronte a quell’indicibile dolore, il silenzio in cui era ed eravamo immersi cominciò a sembrarci folle. Così, ritrovandoci come gruppo, abbiamo voluto dare forma e voce al dolore muto di quei mesi lavorando a un progetto artistico culturale, inizialmente progettato come un Concorso nazionale di composizione -denominato “Requiem per le genti del Mediterraneo”-, oggi realizzato affidando la scrittura della partitura musicale al compositore M° Piero Caraba, già al lavoro, ed il testo alle intense parole del poeta Alfonso Ottobre.
Abbiamo desiderato una composizione per coro e orchestra d’archi e ad essa affidiamo il compito di ricordare i migranti dispersi in mare, il loro doloroso viaggio. E’ il nostro modo per celebrare un rito collettivo, per abbracciare i sopravvissuti e per rompere il silenzio sulle migliaia di morti, sui sommersi, dispersi nel nostro meraviglioso mare. Una composizione e un canto per lenire in un abbraccio il dolore su ogni sponda del Mediterraneo, per costruire speranza e solidarietà, dando voce alla nostra umanità, alla nostra capacità di essere donne e uomini di culture diverse, eppure capaci di disporci uno di fronte all’altra accoglienti, aperti e rispettosi.
Ci siamo ispirati all’essenza del Requiem per raccontare una storia, la storia dei migranti, del loro dolore, del loro viaggio, che troppe volte si conclude tra le acque azzurre del Mediterraneo. Sarà una riflessione e una preghiera aconfessionale capace di parlare a tutti. “Requiem per le genti del Mediterraneo” nasce dal senso di appartenenza ad una umanità dolente in cerca di speranza e di senso.
Abbiamo chiesto il sostengo di amici e colleghi che hanno risposto al nostro appello moltiplicando risorse e possibilità che credevamo all’inizio impossibili.
Il Comitato Promotore ha istituito un prestigioso Comitato d’Onore ed ha il sostengo di Enti e Organizzazioni al lavoro da anni sui temi dell’accoglienza, dell’integrazione, della cura dell’umano e della costruzione di una cultura della Pace.

Abbiamo formulato una proposta culturale semplice, dedicata agli amici ed a tutti coloro che condividono la passione per la musica ed il canto corale ed ai colleghi di lavoro, al gruppo di psicoterapeuti che collaborano a molti progetti sociali, ed a chi vorrà unirsi a noi.
Per riunirci in un rito collettivo, luogo collettivo, dove ricordando i morti, celebriamo la vita, perché vogliamo tenere viva l’attenzione di chi potrebbe interrompere questo massacro muto, nascosto dalle acque del Mediterrane0.
Il nostro modo di chiedere aiuto per contenere la sofferenza, lo sgomento ed il senso di impotenza di tanti.
PERCHE’
